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Progetto POLIS
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Posizionamento Logistico Italia Settentrionale
Il Progetto POLIS ha avuto inizio nell’estate 1999 con l’obiettivo di studiare l’impatto della globalizzazione dei mercati sul posizionamento logistico dell’area settentrionale - da sempre trainante il Sistema Italia -, per verificarne i punti di forza e debolezza, le tendenze verso l’internazionalizzazione e le opportunità derivanti dalle nuove realtà geo-politiche.
Il fine del progetto è di costruire uno scenario utile ai decisori pubblici e privati dal punto di vista della Logistica, una leva sempre più strategica nelle scelte a livello macro - per lo sviluppo economico delle grandi aree territoriali - e a livello micro – per la localizzazione e progettazione di singole imprese o di network distrettuali.
Il Progetto è stato elaborato da un Gruppo di Lavoro coordinato dal prof. Massimo Merlino, consulente di direzione aziendale e professore di Economia e Organizzazione presso la Facoltà di Ingegneria Gestionale dell’Università di Bergamo, che si è avvalso, oltre ad esperti specifici, del contributo di verifica e discussione delle principali multinazionali del settore.
Le fasi del progettoUna prima fase di fattibilità del progetto ha focalizzato le variabili esogene, quali l’internazionalizzazione crescente dei flussi di merci e di investimenti e la rivoluzione tecnologica, e quelle endogene, collegate alle spinte di sviluppo economico locali dell’area e all’evoluzione del quadro demografico.
Nella seconda fase del lavoro si sono esplorati i nuovi grandi drivers di cambiamento, lungo la direttrice Est e Asia (la via della seta) e lungo la direttrice Sud, penalizzati entrambi da una linea preferenziale verso Nord ed Ovest, perseguita finora per ragioni di tipo politico-economico e di aggancio ed integrazione con le aree più sviluppate d’Europa.
E’ emerso chiaramente come i grandi mutamenti in atto - centrati sullo sviluppo economico ormai decennale della Cina, sulla crescita esponenziale dei traffici tra Asia-Europa-USA, in grande ritorno sulla rotta mediterranea-atlantica piuttosto che su quella pacifica, lo sviluppo meno eclatante, ma sistematico, della costa Sud del Mediterraneo e di alcuni poli africani - offrano nuove enormi opportunità all’Italia Settentrionale, sia in termini di sviluppo verso gli altri sistemi, sia in termini di flussi di merci ed investimenti provenienti dall’esterno.
I grandi assi infrastrutturali verso queste zone di nuova crescita devono essere realizzati non solo per ragioni economiche, ma anche come assi di penetrazione geo-strategici, per operazioni di controllo del territorio e per l’approvvigionamento energetico di aree molto ricche di intelligenze e iniziative, ma povere di risorse di base, come Cina e Giappone, e naturalmente Europa.
Il sistema decisionale italiano non solo centrale, ma anche locale a livello padano, forse troppo rassegnato da decenni di rinvii, difficoltà economiche e politiche, non sembra cogliere a fondo queste opportunità straordinarie, in termini di conseguenze socio-economiche per i cittadini e per la loro qualità di vita.
Sono infatti più focalizzate le dimensioni endogene dei bisogni umani e ambientali, le pressioni Local, e meno si colgono le dimensioni Glocal, che invece saranno determinanti ben più forti di radicali trasformazioni della Padania verso un’unica megalopoli e piattaforma logistica di ingresso in Europa delle economie Asiatiche.
La sfida che l’Associazione si pone è quella di proporre uno scenario di possibili interventi per le sedi decisionali ai differenti livelli di responsabilità operanti sul territorio padano, tali da assicurare il pieno sfruttamento delle opportunità offerte dai nuovi assi infrastrutturali in termini di vantaggi socio-economici, compatibilmente con le necessarie verifiche di impatto ambientale.