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  • William Paca - L'italiano che firmò il sogno americano

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    William Paca, statista italoamericano firmatario della dichiarazione d'indipendenza


     

    Fu giudice e governatore del Maryland, ma fu soprattutto uno dei firmatari della dichiarazione d'indipendenza. William Paca è sicuramente tra i personaggi emblematici del XVIII secolo nelle colonie americane, e le sue origini ancora oggi fanno discutere diversi studiosi. Per alcuni è di origine inglese, per altri - la maggior parte in verità - le sue origini sono italiane, annoverando Paca ai tanti protagonisti di origine italica che si fecero onore nel Nuovo Mondo. William nacque a Wye Hall, nella contea Hartford, nel 1740. Il primo Paca che arrivò sul suolo americano era stato Robert, nel 1657. Erano quelli i tempi più cupi per l'Europa, devastata dalla peste e da una crisi sociale che riavvicinò il XVII secolo agli anni bui del Medioevo. In un continente conteso tra Spagna e Francia, l'Inghilterra protestante e l'Olanda mercantile iniziarono a farsi largo e a chiedere il loro pedaggio alla storia mondiale, puntando chi sulle coste settentrionali del continente e chi sulle soleggiate spiagge del Brasile. In questo clima triste, nella quale soltanto Napoli, tra le città italiane, rifulgeva di luce propria, molti italiani convertiti al protestantesimo raggiunsero l'ospitale isola della Gran Bretagna e si acclimatarono nella corte con il bagaglio della loro grande cultura. Robert fu tra questi e i suoi servigi a corte furono apprezzati da altri cortigiani così come l'uomo fu amato dalla figlia di uno dei commissari incaricati da Oliwer Cromwell di governare la neonata colonia del Maryland. Seconda colonia del Sud per importanza, dopo la Virginia, il Maryland del Seicento, rappresentò la risposta tollerante al puritanesimo delle colonie del New England. Fondata nel 1634 da Lord Baltimore (cattolico) essa assicurò per decenni la più ampia tolleranza religiosa ai suoi abitanti ma nel 1688 anche questa colonia risentì dellla ventata antipapista che ciclicamente irrompeva nella lontana Inghilterra, subendo le conseguenze di un irrigidimento religioso. Lo stesso figlio di Lord Baltimore poté riprendere l'autorità assicuratagli dalla Carta Regia solo dopo essersi convertito al protestantesimo. Robert Paca, nel 1651 era ben lontano da questi avvenimenti anche se il protestantesimo era già entrato nel suo animo di credente. In quell'anno egli ottenne quattrocentocinquanta acri di terra nella contea di Anne Arundel, il primo nucleo di una proprietà destinata a crescere negli anni, e imperniata sulla coltivazione del tabacco. Dopo diversi anni di preparativi raggiunse infine il suo appezzamento portandovi i suoi lavoranti. Pur essendo fedele suddito della corona inglese, il rappresentante della famiglia Paca avrebbe però sempre vantato origini familiari comuni a quelle di papa Leone XIII, ma la religione, per l' intraprendente italo-inglese, deciso a coronare il proprio sogno di latifondista nel Nuovo Mondo, era soltanto uno degli aspetti della sua filosofia di vita. Robert Paca, per diversi studiosi fu anche considerato autenticamente inglese di origine, ma il nome di "Aquila" dato al proprio figlio, tradiscono un'ascendenza latina che pesca in altre flebili tracce e in una memoria familiare orgogliosa dell'ascendenza italiana. Confermato nel 1937 anche da William Paca, un discendente del primo avo residente a Chestertown, l'albero genealogico parte si dirama quindi da radici peninsulari, e sul firmatario della dichiarazione d'indipendenza, il più illustre protagonista della storia dei Paca, era possibile anche ritrovare una memoria familiare che ne ricordava il tessuto serico italiano degli indumenti indossati dall'uomo politico. Non è certo molto per un'analisi seria ma altrettanto poco si è conservato di questa famiglia di origine italica. Un devastante incendio portò infatti via, nel 1879, tutti i cimeli e i documenti storici della famiglia e con essi tutti i punti cardinali di una storia familiare che dirama le sue propaggini anche a un cardinale Pacca, prelato beneventano vissuto tra il 1756 e il 1844. Altre piccole tracce di questa famiglia si possono ritrovare in alcuni registri italiani, nei quali si evince una stretta alleanza dei Pacca con altre famiglie nobili della zona campana, e tra queste la famiglia "Aquila". Tale vicinanza di interessi e di affetti spiegherebbe anche la scelta del nome dato da Robert Paca al suo primogenito. William comunque partecipò in prima persona a tutti gli eventi della nascita americana. Dalla fertile colonia del Maryland egli condusse la battaglia per l'emancipazione dall'Inghilterra. Del resto, se Paca era italiano, molti altre etnie avevano preso il posto dei primi inglesi sbarcati nel New England, e fra essi ci erano molti tedeschi, scozzesi e irlandesi, per natura allergici alla supremazia britannica. Egli tradì così la ferrea fedeltà avita alla corona inglese per partecipare a un progetto nazionalistico nel quale credeva fortemente e per il quale impegnò tutte le sue energie. Uomo di legge, William Paca, partecipò a tutte le fasi della costruzione legale e prima ancora, organizzò anche forze militari per combattere nella guerra dei Sette anni, tra inglesi e francesi. La sconfitta francese e la cocente perdita di gran parte degli immensi territori americani innescò in molti coloni fedeli alla Francia un risentimento incolmabile contro la nuova amministrazione e sul malcontento popolare i grandi strateghi costruirono il loro piano di indipendenza, riproponendo su vasta scala il primo modello presentato da Benjamin Franklin a Philadelphia nel 1754. William Paca appose la sua firma nel documento definitivo, a imperitura memoria dei posteri, e partecipò anche alla guerra, rischiando la propria vita e subendo gravi danni alla proprietà. Infine realizzò le sue aspirazioni di "ribelle" e venne premiato con l'incarico di governatore dello stato, carica che resse con fierezza fino agli ultimi giorni della sua vita. Paca morì nel 1796. Alle porte stava bussando una nuova guerra con l'Inghilterra, ma lui non vi avrebbe partecipato. I Paca, solitari esponenti italiani nell'alveo dell'idealismo americano, erano entrati mai nella storia degli Stati Uniti.
     

    Generoso D'Agnese,
    News ITALIA PRESS

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