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Nicola De Rosa - L'angelo dei bambini italiani che soffrono
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Mister Nicola De Rosa, fondatore e animatore a New York della "Casa dei bambini italiani in America"
Con il compianto vice console Armando Tancredi, Nicola De Rosa, originario di Controne (SA), ha fondato a New York la "Casa dei bambini italiani in America" dove vengono ospitati, per pochissimi dollari al giorno, i bambini che volano negli Usa per l'"intervento della disperazione" le cui famiglie non potrebbero permettersi i costosissimi soggiorni nella Grande Mela per le terapie postoperatorie.
Se ne partì povero, in America ha saputo pensare per sé e per gli altri. Per tutti i bambini italiani bisognosi di cure, in particolare. Di lui dicono che se ogni bambino del mondo ha un angelo, quelli italiani che si trasferiscono a New York per il "viaggio della speranza" ne hanno addirittura due. Oggi è l'orgoglio di Controne, minuscolo centro a 60 km da Salerno, che lasciò nel '66 ad appena 20 anni.
E' una storia bella quella di Nicola De Rosa. Una storia di cuore e di solidarietà, di quella che nasce dalla nostalgia e, insieme, dalla sofferenza: per le difficoltà che gli diedero il coraggio di partire, di lasciare il paese e gli amici, di lottare contro le umiliazioni che ha dovuto subire prima di essere quello che è. E della solidarietà Nicola ha saputo fare il capolavoro della sua vita, con una iniziativa che non ha eguali oltre i confini dell'Italia e che fa di lui un personaggio internazionale.
La "Casa dei bambini italiani in America". Uno stabile di due piani (appartenuto alla diocesi di New York), al 484 di Humboldt Street, nella zona di Little Italy. Venti appartamenti, ciascuno dotato di bagno e cucina, un refettorio, sale terapeutiche, piscina, vasche e docce speciali, la "Casa dei bambini italiani in America", frutto della solidarietà dei nostri emigrati, ma ancor più dell'impegno di Tancredi e De Rosa, inaugurata dall'attrice Mara Vienier, è oggi un centro perfettamente funzionale. "Ed è a disposizione - dice Nicola De Rosa - di quanti ne avranno bisogno senza dimenticare, però, che possiamo ospitare non più di venti famiglie per volta". Venti mini appartamenti per accogliere, in cambio di un modestissimo contributo, altrettanti bambini con i rispettivi genitori. Acquistarlo, ristrutturarlo e renderlo funzionante e funzionale è costato qualcosa come 3 miliardi di lire; per gestirlo servono ogni mese una cinquantina di milioni.
Resa possibile dalla solidarietà italo-americana, è l'idea che ebbe il commendatore Armando Tancredi (lucano di Tricarico ed ex vice console onorario presso il consolato italiano nella "grande mela", scomparso un anno fa), che De Rosa fece immediatamente propria, per accogliere i piccoli pazienti italiani che, affetti da gravi malformazioni, volano a New York per il "viaggio della speranza" o, che è lo stesso, per l'intervento della disperazione.
Una cinquantina di bambini italiani volano ogni anno in America per sottoporsi al cosiddetto "viaggio della speranza". Dopo l'intervento è quasi sempre necessario sottoporsi alle terapie postoperatorie. Allora si pone il problema del soggiorno. Costosissimo, che non tutti riescono a sostenere, specie quelle famiglie che per l'intervento hanno già dato fondo alle proprie risorse economiche. Succede così che molti, una volta fuori dalla sala operatoria, siano costretti ad interrompere le cure e a rientrare precipitosamente in Italia, spesso vanificando, in questo modo, l'intervento stesso. Ed è qui che avviene il miracolo, un vero miracolo all'italiana: una casa di accoglienza che, inaugurata nel '95 dall'attrice Mara Venier, ha ospitato, in questi cinque anni, circa 80 bambini arrivati da tutt'Italia.
Cinquantaduenne, sposato e padre di due figli, titolare di una agenzia di scorta e noleggio, mister De Rosa è il referente principale ed ufficiale della nostra ambasciata a New York e dell'Onu per gli affari italiani, che a lui si rivolgono quando i funzionari governativi e i parlamentari di casa nostra o qualsiasi altra personalità di rilievo si reca in visita a New York. Nel suo album dei ricordi, sono centinaia, infatti, tra politici, uomini di spettacoli e artisti quelli da lui accompagnati in giro per la metropoli Usa. Un lavoro esaltante e gratificante che ha fatto oggi di lui, pur lasciandolo quello semplice e umile di un tempo, un uomo affermato e molto ascoltato anche in alto. Un lavoro che alterna con l'innata predisposizione ad aiutare gli altri. "Per me che da giovane ho conosciuto la sofferenza e l'impotenza a rispondere al bisogno - dice - dare una mano agli altri è dare alla mia stessa vita il senso più alto. Perciò, quando l'indimenticato amico Tancredi mi espose questa grande idea fu per me come buttarmi in una meravigliosa avventura che non mi stancherò mai di vivere. E aver trasformato quel vecchio stabile in disuso in una "casa dei sogni e della speranza" per tanti bambini mi ripaga di tutte le sofferenze e ho patito io".
Elio Perillo,
News ITALIA PRESS